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Una guida semplice sulle misure dei Decreti governativi a sostegno di PMI e professionisti 

April 01, 2020 by Qonto Italia
Una guida semplice sulle misure dei Decreti governativi a sostegno di PMI e professionisti

Il 17 marzo il Consiglio dei Ministri ha varato il Decreto Cura Italia: 127 articoli a sostegno di sanità, famiglie e imprese in difficoltà a causa dell'epidemia di Coronavirus. 

Una manovra economica da 25 miliardi con la quale sono stati presi provvedimenti determinanti e in continuo aggiornamento per le famiglie - come il congedo parentale e la proroga sfratti - e con la quale vengono assegnati fondi alla sanità (3,2 miliardi), un settore impegnato in prima linea nell'emergenza epidemiologica in corso.

L’8 aprile il Consiglio dei Ministri ha varato un altro decreto da 44 articoli, in materia di accesso al credito e adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali; si tratta del Decreto Liquidità Imprese: una manovra economica da 400 miliardi.

Per far fronte agli sviluppo legati all'emergenza epidemiologica da Covid-19, il 19 maggio è stato varato dal Consiglio dei Ministri un ulteriore decreto da 55 miliardi di euro - il Decreto Rilancio. Si tratta di 266 articoli pensati per consentire la messa in atto di misure in materia di sostegno all'economia e al lavoro, di salute e politiche sociali nella nuova fase di ripresa economica e sociale. 

Ma quali sono le misure pensate per le imprese e i professionisti? Abbiamo deciso di riassumerle in questo articolo: una guida semplice e rapida da consultare!

Misure a sostegno delle PMI

Liquidità

Ampliamento e potenziamento del Fondo di garanzia per le PMI

Per supportare interventi finalizzati alla concessione di credito alle imprese italiane in difficoltà durante l'emergenza sanitaria COVID-19, prima il Decreto Cura Italia, poi il Decreto Liquidità e infine il Decreto Rilancio hanno potenziato il Fondo di garanzia per le PMI e hanno diminuito i requisiti di accesso alla garanzia stessa. Azzerando gli effetti della crisi ai fini dell'accesso all'incentivo, questa misura ha l'obiettivo è di coprire il capitale circolante immediato e le esigenze di investimento, garantendo il proseguimento delle attività produttive. Ai fondi stanziati con i precedenti Decreti, il Decreto Rilancio aggiunge 4 miliardi per finanziare ulteriormente il Fondo di Garanzia: l'ammontare complessivo è di circa 7 miliardi. 

❓ A chi si rivolge?

A poter usufruire di queste misure speciali, fino al 31 dicembre 2020, sono le imprese fino a 499 dipendenti e i lavoratori autonomi.

Possono accedere alla garanzia le imprese che, in data successiva al 31 dicembre 2019, sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale, hanno stipulato accordi di ristrutturazione o hanno presentato un piano di risanamento.

❓ Come funziona?

  • La garanzia è concessa a titolo gratuito.
  • L’importo massimo garantito per singola impresa è di 5 milioni di euro.
  • La garanzia è pari al 100% per i prestiti di importo non superiore al 25% dei ricavi fino a un massimo di 25.000 euro, senza nessuna valutazione del merito di credito. In questo caso le banche possono erogare i prestiti senza attendere il via libera del Fondo di Garanzia.
  • La garanzia è pari al 100% (di cui 90% Stato e 10% Confidi) per i prestiti di importo non superiore al 25% dei ricavi fino a un massimo di 800.000 euro, senza valutazione andamentale.
  • La garanzia è pari al 90% per i prestiti fino a 5 milioni di euro, senza valutazione andamentale.
  • Il credito è erogato anticipatamente rispetto alla concessione della garanzia.
  • È possibile accedere alla garanzia anche per operazioni di rinegoziazione di finanziamenti esistenti, a condizione che sia prevista la contestuale erogazione di credito aggiuntivo pari ad almeno al 10% dell’importo del debito rinegoziato. In tal caso, la copertura e dell’80% in garanzia diretta e al 90% in riassicurazione.
  • È prevista l’estensione automatica per finanziamenti sospesi a causa del COVID-19.
  • La garanzia del Fondo può essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti nel caso di operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico - alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a 500.000 euro.

Come puoi richiedere un finanziamento con la garanzia fino a 25 mila euro? 💡

1. Compila il modulo di richiesta di finanziamento della banca da cui vuoi ottenere il finanziamento e il modulo per la richiesta di garanzia fino a 25mila euro (disponibile nella sezione Modulistica del sito web del Fondo).

2. Invia entrambi i moduli alla banca via email, Posta Elettronica Certificata (PEC) o con altra modalità (se prevista dalla banca), allegando un documento d'identità del sottoscrittore.

3. La banca inserisce le informazioni contenute nei documenti sul portale del Fondo di Garanzia e può procedere all’erogazione del tuo finanziamento senza attendere l’ammissione della domanda al Fondo.

4. Se è la prima volta che richiedi la garanzia del Fondo, il Fondo provvede ad inviare le credenziali per l’accesso al suo portale all’indirizzo di posta elettronica indicato nel modulo trasmesso dalla banca, a cui puoi accedere per visualizzare lo stato di lavorazione delle richieste di garanzia. Se hai già usufruito in passato di garanzie del Fondo e hai bisogno di recuperare le credenziali per l’accesso, segui le Istruzioni per l’accesso al Portale FdG.

Garanzia SACE

Il Decreto Liquidità prevede garanzie da parte dello Stato per un totale circa di 200 miliardi di euro concesse attraverso la società SACE Simest, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, in favore di banche che eroghino finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma.

Con il fine di continuare a preservare gli scambi commerciali tra aziende e garantire che i servizi di assicurazione del credito commerciale siano disponibili per tutte le imprese colpite economicamente dall'emergenza Covid-19, il Decreto Rilancio, insieme con SACE S.p.A., concede a imprese di assicurazione dei crediti commerciali a breve termine autorizzate all'esercizio del ramo credito (che abbiano aderito tramite apposita convenzione), una garanzia del 90% degli indennizzi generati dalle esposizioni relative ai crediti commerciali. Questi ultimi devono essere stati maturati dalla data di entrata in vigore del Decreto Rilancio fino al 31 dicembre 2020.

❓ A chi si rivolge?

La concessione di una garanzia SACE è prevista, fino al 31 dicembre 2020, per qualsiasi tipologia di impresa, indipendentemente dalla dimensione, dal settore di attività e dalla forma giuridica, inclusi lavoratori autonomi e liberi professionisti, che abbiano esaurito la propria capacità di accesso al Fondo di Garanzia.

L'impresa beneficiaria non deve essere inclusa nella categoria delle imprese in difficoltà e non deve avere esposizioni deteriorate (salvo quelle maturate da febbraio 2020). Inoltre, si deve impegnare a non approvare la distribuzione di dividendi nei 12 mesi successivi all’erogazione del finanziamento e a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.

❓ Come funziona?

  • La garanzia è valida sui finanziamenti bancari di durata non superiore a 6 anni, con possibilità di avere fino a 24 mesi di preammortamento.
  • L'importo garantito non può superare il valore maggiore tra il 25% del fatturato annuo dell'impresa e il doppio dei costi del personale dell’impresa nel 2019.
  • La copertura è pari al 90% dei finanziamenti per le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e fatturato non superiore a 1,5 miliardi.
  • La copertura è pari all’80% dei finanziamenti per le imprese con più di 5.000 dipendenti in Italia e fatturato compreso tra 1,5 e 5 miliardi (su base consolidata).
  • La copertura è pari al 70% per imprese con fatturato superiore a 5 miliardi (su base consolidata).

Supporto all’esportazione e all'internazionalizzazione

È anche previsto un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di SACE, per i rischi non di mercato, sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export.

Moratoria sui prestiti

In seguito all'accordo stipulato tra Abi (Associazione bancaria italiana), Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop) CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti), il Decreto Cura Italia prevede la moratoria sui prestiti e sui finanziamenti alle PMI fino al 30 settembre 2020. Si tratta del rinvio o della sospensione di termini di prestiti e pagamento di rate per favorire le imprese in difficoltà durante questa emergenza. 

Questo provvedimento consente infatti alle banche di applicare misure a favore delle imprese con tempestività.

❓ A chi si rivolge?

Il provvedimento si rivolge a tutte le micro, piccole e medie imprese e a tutti i lavoratori autonomi titolari di partita IVA che operano in Italia, ovverosia tutte quelle imprese con meno di 250 dipendenti e con un fatturato al di sotto dei 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuo (ossia l'attivo patrimoniale) non supera i 43 milioni di euro

❓ Come funziona?

  • Impossibilità di revoca dal 29 febbraio 2020 al 30 settembre 2020 delle aperture di credito e dei prestiti accordati a fronte di anticipi sui crediti.  
  • I prestiti non rateali che da contratto scadono prima del 30 settembre 2020 possono essere prorogati senza alcuna formalità e senza modifiche fino al 30 settembre 2020.
  • Il pagamento delle rate o dei canoni di leasing di mutui e finanziamenti con scadenza il 30 settembre 2020 è sospeso fino al 30 settembre 2020. Il piano di rimborso delle rate è inoltre dilazionato con modalità che assicurano l'assenza di maggiori oneri. 

Contributo a fondo perduto

Al fine di sostenere le imprese e i professionisti colpiti dall’emergenza epidemiologica, il Decreto Rilancio riconosce un contributo a fondo perduto a favore di alcuni soggetti in difficoltà danneggiati dall'emergenza Coronavirus.

A chi si rivolge?

Il provvedimento si rivolge a soggetti esercenti attività d’impresa, lavoratori autonomi, lavoratori con reddito agrario e titolari di partita IVA i cui ricavi o compensi non hanno superato i 5 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente a quello di entrata in vigore del Decreto Rilancio e il cui fatturato di aprile 2020 è inferiore ai due terzi dell'ammontare completo. 

A poter accedere al contributo anche in assenza dei requisiti appena citati sono le imprese e i professionisti con domicilio fiscale o sede operativa nei Comuni maggiormente colpiti dall'emergenza epidemiologica. 

Come funziona?

  • Per poter richiedere il contributo, i soggetti interessati devono fare richiesta esclusivamente in via telematica all'Agenzia delle Entrate presentando un'istanza e la certificazione antimafia entro 60 giorni dalla data di inizio della procedura. 
  • Il contributo viene accreditato dall'Agenzia delle Entrate direttamente sul conto corrente bancario o postale intestato al beneficiario.
  • L'ammontare del contributo a fondo perduto è calcolato in base all'ammontare dei ricavi e dei compensi.

Ricapitalizzazione, rafforzamento dell’ecosistema delle startup innovative 

Il Decreto Rilancio propone misure volte a ricapitalizzare imprese e ad incentivare il rafforzamento dell'ecosistema di startup innovative con la liquidità garantita tramite il programma Smart&Start e nuove risorse al Fondo per il Venture Capital

Creazione del Fondo per il trasferimento tecnologico

Con il Decreto Rilancio è stato istituito il nuovo Fondo per il trasferimento tecnologico da 500 milioni di euro per l'anno corrente, con il fine di sostenere e promuovere l'utilizzo dei risultati della ricerca nelle imprese operanti sul territorio nazionale, in particolare nelle startup innovative. 

Creazione del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell'attività di impresa

Per realizzare il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese di sotto citate, il Decreto Rilancio ha istituito il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell'attività di impresa. Si tratta di un fondo monetario da 100 milioni di euro per l'anno 2020. Il Fondo prevede l’intervento nel capitale di rischio delle stesse imprese e misure di sostegno dei livelli occupazionali.

❓A chi si rivolge?

Il Fondo si rivolge alle imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale iscritte nel registro di cui all’art. 185-bis del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 e alle società di capitali con un numero di dipendenti non inferiore a 250 che si trovano in una situazione di difficoltà economico-finanziaria. 

❓Come funziona? 

Le imprese che vogliono avvalersi del Fondo devono comunicare al Ministero dello sviluppo economico le seguenti informazioni, in base alle loro necessità e alle loro strategie: le azioni che desiderano attuare per ridurre l'impatto occupazionale (ad esempio con incentivi all'uscita, prepensionamenti, ricollocazione di addetti all'interno dell'impresa, ecc.), il piano per poter trovare possibili acquirenti o le informazioni relative ad imprese interessate all'acquisizione della società, le opportunità per i dipendenti di presentare una proposta di acquisto o altre possibilità di recupero degli asset. 

Supporto all'occupazione e al reddito

Cassa integrazione d'emergenza e integrazione salariale 

Il Decreto Cura Italia estende la possibilità di richiedere la cassa integrazione, ovverosia l'ammortizzatore sociale che lo Stato attiva nel momento in cui un'impresa si trova in una particolare situazione di crisi.

❓ A chi si rivolge?

Tutte le imprese che non usufruiscono di particolari tutele previste dalla normativa vigente in materia di sospensione o di riduzione di orario di lavoro, hanno la possibilità di richiedere alla propria Regione o Provincia autonoma una cassa integrazione salariale in deroga.

Il Decreto prevede anche una nuova cassa integrazione ordinaria ma con limiti ridotti, ovverosia conteggiati con maggiore flessibilità, per tutte le imprese che stanno già utilizzando tutele e integrazioni straordinarie

A ciò si aggiunge il potenziamento dei fondi di integrazione salariale per tutte le aziende con più di 5 dipendenti che sono escluse dalla CIGO e che utilizzano già assegni di solidarietà.

❓ Come funziona?

  • La cassa integrazione in deroga può essere richiesta dalle imprese il cui inquadramento previdenziale non prevede la tutela della Cigo, del FIS (Fondo integrazione salariale) e dei fondi bilaterali per un periodo non superiore a nove settimane. La domanda deve essere inoltrata alla propria Regione o Provincia autonoma, la quale provvederà alla verifica dei requisiti.
  • La domanda ordinaria CIGO e la richiesta per l'assegno ordinario  FIS deve invece essere inviata all'INPS e deve essere trasmessa utilizzando la nuova causale "COVID-19 nazionale" per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, per massimo nove settimane.

Misure fiscali

Il Decreto Liquidità ha ulteriormente modificato alcune misure fiscali per PMI e per professionisti, garantendo maggiore flessibilità. È infatti prorogata la sospensione di tributi e contributi, e sgravi fiscali per l'acquisto di dispositivi di protezione.

Credito d’imposta per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro

Sospensione dei versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e i versamenti IVA per i mesi di aprile e maggio 2020

❓ A chi si rivolge?

A tutte le attività d'impresa, arte o professione

La sospensione riguarda tutti i soggetti con:

  • ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro, che hanno subito una diminuzione di almeno il 33% nel mese di marzo 2020 (rispetto a marzo 2019) e di aprile 2020 (rispetto ad aprile 2019);
  • ricavi e compensi superiori a 50 milioni di euro che hanno subito una riduzione del fatturato superiore al 50%;
  • domicilio fiscale, sede legale o operativa nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza (per i quali non è prevista nessuna limitazione nei volume dei ricavi e compensi del periodo d’imposta precedente).

❓ Come funziona?

I versamenti sospesi dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020. È possibile la rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di giugno 2020.

Proroga fino al 31 maggio 2020 della sospensione ritenute sui redditi di lavoro autonomo e sulle provvigioni inerenti rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari

❓ A chi si rivolge?

A tutti i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro nel periodo di imposta precedente al 17 marzo 2020 (D.L. n. 18/2020).

Possibilità di calcolare e versare gli acconti dovuti a giugno e relativi a Irpef, Ires e Irap secondo il metodo previsionale anziché storico

❓ Come funziona?

Per il periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2019 non sono previsti sanzioni o interessi in caso di scostamento dell’importo versato a titolo di acconto, rispetto a quello dovuto sulla base della dichiarazione dei redditi e dell’Irap, entro il margine del 20%.

Rinvio al 31 aprile 2020 della consegna e trasmissione telematica della Certificazione Unica 2020 all'Agenzia delle entrate

Semplificazioni per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche

❓ Come funziona?

  • Se l’imposta dovuta per le fatture elettroniche emesse nel primo trimestre 2020 risulta di importo inferiore a 250 euro, il versamento può essere effettuato secondo i termini previsti per il versamento delle fatture emesse nel secondo trimestre.
  • Se l’importo complessivo delle imposte da versare relative alle fatture emesse nel primo e secondo trimestre 2020, resta inferiore a 250 euro, il versamento può essere effettuato secondo i termini previsti per il versamento delle fatture emesse nel terzo trimestre.
  • Restano fermi i termini previsti per le fatture emesse nel terzo e quarto trimestre.

Tagli Irap

Una delle misure adottate dal Decreto Rilancio a favore delle imprese è quella relativa ai tagli Irap, l'imposta regionale sulle attività produttive. Sono stati stanziati 4 miliardi per cancellare definitivamente il saldo relativo al 2019 e l'acconto del 2020 dell'imposta per tutte le imprese con fatturato annuo non superiore a 250 milioni di euro. 

❓Come funziona?

  • Non è obbligatorio il versamento del saldo dell'imposta Irap relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell'acconto per il medesimo arco temporale.
  • Non è previsto il versamento della prima rata di acconto Irap relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Riduzione oneri delle bollette elettriche

Il Decreto Rilancio insieme all'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente prevede per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020 la riduzione della spesa sostenuta per le utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici: il riferimento è alle voci della bolletta identificate come "trasporto e gestione del contatore" e "oneri generali di sistema". Si tratta di una manovra per la quale sono stati stanziati 600 milioni di euro. 

Il risparmio delle componenti tariffarie fisse sarà parametrato al valore vigente nel primo trimestre dell'anno

❓Come funziona?

Il risparmio delle componenti tariffarie fisse sarà parametrato al valore vigente nel primo trimestre dell'anno. 

❓A chi si rivolge?

La riduzione verrà applicata alle sole utenze con potenza disponibile superiore a 3,3 kW.

Misure a sostegno dei professionisti

Liquidità

Ampliamento Fondo di garanzia e Garanzia SACE

Il Decreto Liquidità estende le misure previste attraverso il Fondo di garanzia e la Garanzia SACE anche ai professionisti. Per tutti i dettagli, ti suggeriamo di consultare gli omonimi paragrafi nella sezione Misure a sostegno delle PMI

Indennità Covid-19 (iscritti all'INPS)

Per sostenere lavoratori e professionisti le cui attività sono state messe duramente alla prova dell'emergenza in corso, il Decreto Cura Italia ha introdotto un'indennità economica pari a 600 euro, innalzata a 1000 euro per alcune categorie con il Decreto Rilancio. 

Il bonus non avrà cadenza regolare, non sarà soggetto ad imposizioni fiscali, non sarà cumulabile e non sarà erogato a coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza o la pensione. 

❓ A chi si rivolge?

  •  L'indennità di 600 euro per marzo e aprile si è rivolta a liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata, collaboratori coordinati e continuativi (cococo), lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'Assicurazione generale obbligatoria (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri), lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori agricoli e lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri nel 2019 e un reddito inferiore ai 50.000 euro. Hanno potuto fare richiesta tutti coloro che ricevono compensi per borse di studio, tirocini professionali, premi o sussidi derivanti da attività sportiva dilettantistica. 
  • L'indennità di 1000 euro prevista per il mese di maggio è rivolta a liberi professionisti con partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del Decreto Rilancio, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che hanno subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020. 
  • L'indennità di 600 euro prevista per i mesi di aprile e maggio dal Decreto Rilancio si rivolge ai lavoratori dipendenti e autonomi che hanno ridotto o sospeso la loro attività a causa dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. In particolare il bonus si rivolge a lavoratori autonomi privi di partita IVA non iscritti a ulteriori forme previdenziali obbligatorie che non abbiano un contratto in essere al 23 febbraio 2020.

❓ Come funziona?

  • L'indennità di 600 euro è prevista per il mese di marzo e di aprile.
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    Per richiedere il bonus da 1000 euro proposto dal Decreto Rilancio è necessario presentare domanda all'INPS e certificare il possesso dei requisiti richiesti. L'Agenzia delle Entrate comunica successivamente all'INPS l'accettazione della richiesta.
  • Per accedere ai servizi online dell'INPS e presentare la tua domanda, dovrai avere a disposizione una delle seguenti credenziali: un PIN semplificato rilasciato dall'INPS tramite riconoscimento a distanza, SPID di livello 2 o superiore, Carta d'identità elettronica 3.0 (CIE) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
  • La richiesta del PIN semplificato può essere fatta direttamente da casa, utilizzando il servizio online "Richiesta PIN" o chiamando il numero verde gratuito da rete fissa 803 164 o il numero 06 164164 (a pagamento da rete mobile). Le prime otto cifre del PIN vengono inviate via SMS o via email e possono essere immediatamente utilizzate per accedere al servizio. 

Indennità Covid-19 (lavoratori autonomi e professionisti iscritti a casse private di previdenza)

L'1 aprile, il Ministero del Lavoro ha pubblicato un decreto per l'erogazione di un bonus di 600 euro analogo a quello descritto nel paragrafo precedente e destinato agli iscritti agli Albi professionali. Questo bonus verrà erogato dalle Casse di previdenza di rispettiva iscrizione.

❓A chi si rivolge?

L'indennità si rivolge a lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria che non siano titolari di pensione, con un reddito complessivo 2018 non superiore ai 35.000 euro, qualora la loro attività professionale sia stata "limitata" dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza; oppure un reddito complessivo 2018 compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro, qualora abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività a causa dell'emergenza. 

❓Come funziona?

  • Le domande possono essere presentate dall'1 al 30 aprile 2020 (le domande presentate oltre il termine sono inammissibili) alle rispettive Casse di previdenza
  • Nel caso di plurima iscrizione previdenziale, l'indennità può essere richiesta presso un unico ente
  • La domanda deve essere presentata secondo modelli predisposti da ciascuna Cassa, che provvede a verificarne la regolarità e ad erogare il bonus. 
  • La domanda deve includere un'auto-dichiarazione del professionista sotto la propria responsabilità (che attesti il possesso di tutti i requisiti e le condizioni necessarie), un documento d’identità in corso di validità, il codice fiscale, l'indicazione delle coordinate bancarie o postali per l’accreditamento dell’indennità.
  • Il fondo dedicato ai professionisti con cassa privata ammonta a un totale di 200 milioni di euro: le indennità verranno erogate in ordine cronologico rispetto alla ricezione delle domande e fino ad esaurimento di questo fondo. In caso di esaurimento, le indennità dovranno essere rimodulate in base ai fondi complessivamente stanziati dal D. L. 18/2020, per la totalità delle agevolazioni deliberate.

Moratoria sui prestiti

Il Decreto estende la moratoria sui prestiti anche ai professionisti. Per tutti i dettagli, ti suggeriamo di consultare l'omonimo paragrafo nella sezione Misure a sostegno delle PMI.

Contributo a fondo perduto

Il Decreto Rilancio prevede un contributo a fondo perduto anche per i professionisti. Per tutti i dettagli, ti suggeriamo di consultare l'omonimo paragrafo nella sezione Misure a sostegno delle PMI

Misure fiscali

Riduzione oneri delle bollette elettriche

Il Decreto Rilancio prevede la riduzione della spesa sostenuta per le utenze elettriche. Per tutti i dettagli, ti suggeriamo di consultare l'omonimo paragrafo nella sezione Misure a sostegno delle PMI

Fonti e informazioni utili per PMI e professionisti

Di seguito puoi trovare alcune delle fonti autorevoli alle quali abbiamo attinto e che possono rivelarsi utili per il tuo business: 

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